Micro Racconti

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Padre Nostro

La prima parte del Padre Nostro, la madre di tutte le preghiere, è un atto d'amore nei confronti del Padre. "Ti voglio bene e desidero che tu mi aiuti a realizzare, ora in terra e dopo in cielo, il progetto che hai su di me, come il modo migliore per realizzarmi e dare significato alla mia vita di oggi e a quella futura". La seconda parte invece è pleonastica, sarebbe quasi da non recitare perché è come se i nostri figli ci chiedessero di aiutali a crescere, di perdonare le loro mancanze, di allontanarli dalle sofferenze e dai dolori. Cosa che una Madre ed un Padre fanno, naturalmente, con tutte le loro forze e senza essere sollecitati, da quando nascono. Allora perché c'è? Non è forse diretta a noi piuttosto che a Dio? In mezzo a questo trambusto e a questa confusione, in questa ricerca a tentoni di un interruttore, non è forse un piccolo decalogo per la via d'uscita? Non di alta teologia o di profonda spiritualità. Un "bignamino" con le poche cose fondamentali: 

  • 1- Il pane quotidiano: dobbiamo operarci per prima cosa a provvedere le risorse fondamentali per la vita dei nostri figli e possibilmente di tutti; senza il pane quotidiano non c'è religione, non c'è morale, non c'è politica, non c'è niente se non la disperazione per la sopravvivenza quotidiana; 
  • 2- La strada per raggiungere questi obiettivi è il perdono, la carità, la fratellanza, non la potenza sotto qualunque forma si presenti; 
  • 3- Usare la nostra volontà per agire ed evitare quegli scogli che incontriamo ogni giorno, sapendo ben discernere tra cosa è bene e cosa è male. 

Pane, perdono, volontà. Tre piccolissime cose che potrebbero cambiare il mondo. Questa seconda parte non è una preghiera a Dio; è Dio che prega noi.