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Il Don e il Vescovo

Ho un sogno destinato a rimanere nel cassetto. Di fare un film. Titolo : "Meglio 1 giorno da Prete vero che 100 da Vescovo". Un Don di una cittadina del nord, ormai maturo, soffriva di non poter esprimere il proprio amore verso Dio con parole più nuove, con riti più adatti al mondo che cambia e così via. Ma ogni volta che tentava di fare anche il più piccolo cambiamento un po' fuori dalla norma, i notabili del paese andavano dal Vescovo a lamentarsi. Il Vescovo immancabilmente richiamava il suo Don: "Il Papa è una persona bravissima, il Concilio II un passo avanti fondamentale della Chiesa, ma in questa diocesi si fa quello che dico io; niente stranezze, niente polveroni; si va avanti come sempre; se proprio si dovrà cambiare qualche cosa, dovrà venire dall'alto." Finchè un giorno il Don non seppe che aveva davanti a sé solo un paio di mesi di vita. Dapprima sconfortato, poi prese la malattia come una liberazione e da quel giorno cominciò ad essere il Don che aveva sempre sognato. Niente sottane nere, vestito come tutti i cristiani di questo mondo, cominciò a fare le sue prediche ripescando il cuore del Vangelo. La vita è una montagna di gioia e non una valle di lacrime; Dio è salvatore e guaritore e non ama malattie e dolore; la sofferenza della croce non è la via che porta a Dio ma è la gioia della sua risurrezione. Dio non sta lassù a guardarci quaggiù ma, nolenti o volenti, è stabilmente dentro di noi; anche i santi non sono lassù ma sono quaggiù nei barconi; la montagna che nel tempo abbiamo costruito sulla Buona Novella, ne ha soffocato il limpido, semplice, vivido slancio di profondo amore di Dio verso di noi, suoi figli legittimi. E coì via. Naturalmente i notabili, scandalizzatissimi andarono dal Vescovo il quale però non seppe più che pesci prendere. Non poteva certo rimuovere il Don a pochi giorni dalla sua morte. Non fece quindi nulla se non pregare che morisse il prima possibile. Nel frattempo, la cosa strana, fu che la chiesa, domenica dopo domenica, invece di svuotarsi, si riempiva sempre più di gente di ogni età, di ogni colore, di ogni confessione. Infine il Don morì in pace, felice di aver fatto, anche se per poco, il prete vero. Il film finisce con il Vescovo che esce perplesso dallo studio del suo medico personale con il referto che gli rimanevano ancora pochi mesi di vita.