Micro Racconti

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Il Bene e il Male

Il male e il bene. Tutti sappiamo cosa sono; non c'è molta necessità che ci venga ripetuto all'infinito cosa è bene e cosa è male. La sorte di Aylan è male; l'accoglienza, il dargli una migliore prospettiva di vita, è bene. Perché continuano a insegnarci che la battaglia tra il bene e il male è fuori di noi? È quello scafista, è quel dittatore, è quel malfattore, è quell' indemoniato etc.? Abituati a deresponsabilizzarci su tutto, abbiano esternalizzato anche questo; ma il problema siamo noi, ovvero dentro di noi. La Grande Guerra tra il Bene e il Male è vinta o persa nelle piccole battaglie quotidiane dentro di noi. Ogni giorno prendiamo più di cento decisioni; c'è ne è sempre una A (quella buona) e una B (quella meno buona). Ma spesso, se non quasi sempre, scegliamo la B perché più facile, più semplice, più veloce, la meno impegnativa. Se un collega mi ha dato un colpo basso: posso (B) prendere immediatamente il telefono e dirgliene quattro, e sentirmi subito meglio; oppure: (A) soprassedere sul momento, aspettare, provare a mettermi al suo posto, cogliere il momento opportuno e serenamente discuterne al bar davanti ad un caffè. Ma questo richiede più tempo, più controllo di se stessi, più capacità di immedesimarsi nell'altro. Le sorti del mondo, la stadera del Bene e del Male, dipendono solamente da noi; anche se non ci fa molto piacere, è nostra diretta responsabilità.