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Ancora condannato

"Signor giudice, premetto che l'imputato non ha commesso personalmente niente per cui accusarlo, tuttavia è un sobillatore ancora più pericoloso. Predica che tutti sono uguali, senza distinzione di genere, di razza o di religione, mandando così in crisi molte aziende, avendo dovuto equiparare gli stipendi delle donne. Che tutti hanno diritto di sopravvivere con dignità, e come conseguenza gli sbarchi degli immigrati sono aumentati di 10 volte; guarisce chiunque incontri e così gli ospedali sono quasi vuoti con evidenti ripercussioni sulla occupazione. I ciechi vedono, gli storpi camminano e i morti resuscitano, mandando ancora più in rosso i conti dell' INPS. Dice che Dio è dentro di noi e che possiamo parlare direttamente con lui, mandando in crisi i religiosi di ogni fede, togliendogli di fatto il diritto all'intermediazione con la divinità. Come vede, sig. Giudice, è un vero pericolo per la stabilità, la sicurezza e per il pacifico progredire della nostra civiltà". Oggi, noi, condanneremmo di nuovo quest'uomo? Forse sì perché non siamo ancora pronti per la sua Buona Novella.